Ho visto cose che voi umani…

Dunque…cerco di condensare queste ultime tre settimane in un poche righe, impresa ardua, ma possibile.
Intanto, finalmente mi sto riprendendo i miei fine settimana, cosa mai fatta fino ad un certo concerto che sono riuscito ad andare a vedere.
Da quella sera, come dicevo, non c’è un fine settimana in cui mi sia limitato, se altre persone non vogliono fare qualcosa, non vedo motivo per cui io non debba farla…e così sono tre settimane che passo il sabato notte e parte della mattina seguente a giro per New York, passando la serata in qualche locale, conoscendo gente nuova e vedendo cose che non pensavo di poter vedere.
Partiamo con un certo ordine…
Prima settimana e primo sabato insonne. Scelto un locale a caso, musica dal vivo non male, mi sono ritrovato a giocare a beer pong con ragazzi conosciuti in quel locale contro un gruppo di ragazze che ne io ne loro avevamo mai visto. C’hanno stracciato, ma ne è valsa la pena, indubbiamente. Sono finito con altra gente, gruppo di europei, conosciuta quella notte stessa a parlare di musica negli alloggi della NYU facendo l’alba prima di andare a fare colazione con un’amica di qui.Sono rientrato la domenica pomeriggio, evitando di addormentarmi sul treno…non era il caso di perdere la fermata anche questa volta, anche perché sennò non so dove avrebbero potuto ritrovarmi.
Black Friday, settimana seguente, di nuovo insonne. Stesso locale della volta precedente, serata un po’ sotto tono per tanti aspetti, ma non ho lasciato niente di intentato…sono rientrato all’alba, dopo essermi fatto un giro per una New York completamente diversa, completamente svuotata, silenziosa, immobile. C’ero solo io a giro, in quel momento. Ho visto l’alba dal treno finestrino del treno, mentre rientravo.
Infine l’ultimo fine settimana, locale nuovo, musica dal vivo anche questa volta.Il gruppo si chiama Crazy 88, se non ricordo male. Hanno concluso la serata con questa canzone qui. Assolutamente fenomenale.
Ho proseguito la serata io invece con un gruppo di ragazzi napoletani che sono qui per suonare in qualche locale, anzi, ormai dovrebbero essere in fase di rientro in Italia. Siamo stati insieme una mezz’oretta fino a che loro non sono arrivati alla loro stazione della metro parlando di musica, dell’America e degli americani. Non pensavo di trovare altra gente così critica nei loro confronti qui.
A quel punto uno potrebbe pensare che fosse finita…ebbene no! Mentre rientravo mi sono imbattuto in una situazione alquanto strana. Un ragazzetto, non più di sedici anni, da quello che riusciva a dire (e da quello che dimostrava guardandolo) completamente ubriaco, appoggiato, per essere gentili, ad un’impalcatura. Tutti quelli che ho visto passare si sono gentilmente girati dall’altra parte, forse è per questo che ho fatto quanto ho fatto, e so che se mi ritrovassi nella stessa situazione, lo rifarei.
In pratica mi sono ritrovato a fare da infermiere a questo ragazzino, perfetto sconosciuto, incapace anche di stare in piedi in quel momento.
L’ho fatto riprendere un po’, l’ho aiutato a rialzarsi e ad incamminarsi verso casa sua, mentre cercavamo un taxi. Ovviamente i tassisti prima rallentavano, poi quando inquadravano la situazione, acceleravano subito. Penso che quel ragazzino si ricorderà per un bel po’ gli accidenti che ho tirato, che ovviamente non capiva e che indubbiamente non erano diretti a lui…Era una scena buffa, lui che a stento riusciva a mettere un piede davanti all’altro, io che tiravo accidenti ai tassisti e lui che prontamente si scusava con me, con un tono tra l’ubriaco e il rattristato. Penso che mi abbia detto almeno un migliaio di volte “I’m sorry!” o “I won’t drink any more”, come se veramente ce l’avessi con lui.
Alla fine ce l’ha fatta ad entrare nel portone di casa sua. Abbiamo trovato un tassista gentile che ci ha caricato.
E alla fine ce l’ho fatta a tornare indietro anche io, dopo un bel po’, visto che, ovviamente stava dalla parte opposta rispetto alla stazione.
Ah…ovviamente quest’ultima volta ero anche rientrato la mattina stessa da una settimana di trasferta con volo in notturna. Qui qualcuno inizia a pensare che faccia uso di chissà che sostanza, io semplicemente faccio notare che non ho ancora trent’anni, che sono libero e che sono in una città in cui tanti altri pagherebbero per venire in vacanza. Non è il posto dove vorrei vivere la mia vita, però, mentre ci sono, cerco di prendermi il meglio, o almeno quello che più mi piace. Se poi si presentano anche situazioni come questa, ben vengano, fanno tutte parte del gioco, ed è un gioco che ora come non mai ho iniziato a giocare seguendo le mie regole…ed era anche l’ora!

Annunci

~ di Ramingo su 10 dicembre 2011.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: