Da soli, o in compagnia?

Compromessi

Parlavo con una persona oggi. Mi è venuta spontanea una domanda: fino a che punto, mi chiedo, si può scendere a compromessi per stare con le persone? Fino a quando possiamo rinunciare a noi stessi per stare con gli altri? Mi capita sempre più spesso di stare da solo, con i miei pensieri, inizio a sentire la voglia di stare con altre persone. Per farlo però dovrei rinunciare a me stesso, accettare di essere preso a comodo, di essere considerato quando torna comodo e basta.
La cosa non mi piace, meglio solo o fare finta di non accorgermi di nulla, di fregarmene?
Meglio rinunciare a se, fare solo quello che piace agli altri, senza goderne, o fare quello che mi piace, per conto mio?
Intanto qui continua a salire anche la temperatura, questo caldo mi sta mettendo a durissima prova.

Cena con ospite a sorpresa

Bella cosa prepararsi cena dopo palestra, mettersi con calma a mangiare, ascoltando un po’ di musica o guardando un film e poi, una volta finito, trovare sulla soglia della cucina un simpatico ospite con quattro zampe e baffi, di colore marrone, che ti osserva a metà tra l’incuriosito e l’affamato…Ebbene sì, abbiamo anche i topi in queste quattro pareti di legno che qualcuno si ostina a chiamare casa (con che coraggio non so).
Posso sopportarne tante, ma a tutto c’è un limite. Va bene che una ditta voglia risparmiare su tutto, ma così no, non tanto perché mi possano fare schifo i topi, tuttaltro, ma solo e soltanto per un discorso d’igiene, di pulizia!
Non ne posso veramente più.


Intanto questo era il gradito ospite, più o meno, o meglio, un qualche suo lontano parente.


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~ di Ramingo su 12 luglio 2011.

4 Risposte to “Da soli, o in compagnia?”

  1. io sono sempre più lanciata verso la misantropia. devo tollerare un po’ di compromessi per la semplice convivenza civile, ma più invecchio e più divento intollerante! 😉

    • Ormai anche io sempre di più…sto diventando molto selettivo per le persone con cui voglio stare nel mio tempo libero. Quando non ci sono queste persone, o quando non ci sono persone altrettanto “valide”, di solito preferisco starmene da solo. Ma dopo due mesi e mezzo passati così, la cosa inizia ad essere pesante 😦

  2. Ormai mi riesce abbastanza facile e naturale tenermi alla larga da queste persone “non valide” e spesso anche dannose. Quando sono costretto ad averci a che fare mi limito all’indispensabile e me ne curo il meno possibile… penso che attenzione e rispetto vadano meritati. Ti capisco quando dici che possa essere pesante, ma non penso valga la pena di cambiare (e non in meglio) per compiacere chi non lo merita.
    Il topo non è un gran sintomo di igiene, ma la sua visita è una delle tante piccole follie che si nascondono nelle giornate… e poi ha un viso simpatico 😛

    • Infatti forse è l’elemento migliore della casa in questo momento.Se non l’avessi visto mentre finivo di cenare sarebbe stato meglio, però era buffo mentre ti guardava con quegli occhietti vispi 🙂
      Per quanto riguarda invece lo stare lontani dalle altre persone, non sempre mi è possibile, ci convivo e ci lavoro. Niente in teoria mi obbligherebbe a passare anche il mio tempo libero con loro, se non fosse che ogni tanto ho bisogno di rapportarmi con altri esseri umani. Dopo che l’ho fatto, in questi casi, scapperei via urlando.

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