Scatoloni, valigie, e quel che resta dopo quasi due anni

•24 maggio 2012 • 2 commenti

Ormai ci siamo.

Mi mancherà questa casa. Nonostante tutto.

Non credevo nemmeno che sarei arrivato a chiamarla “casa”, con i suoi scricchiolii, i suoi cumuli di polvere, e i suoi numerosi inquilini di varia natura (e come dimenticare i topi, il procione, e i ragni che avevano deposto le uova nei vestiti “dimenticati” nell’armadio).
E ora che è arrivato il momento di lasciarla, un po’ mi dispiace. E mentre riguardo le vecchie foto, in cerca di questa che è stata chiamata in molti modi, mi sento un po’ un peso sullo stomaco, visto che non riesco a trovare niente.

È strano, ho passato così tanto tempo qui dentro, e non ho ancora fatto una foto dell’esterno.

Non è ancora troppo tardi, comunque, e prima di abbandonare quella che è stata chiamata la “Casa dei Fantasmi”, la “Frat House” o semplicemente quel “Cumulo di legna che si farebbe prima a buttarla giù e ricostruirla che risistemarla” almeno un paio di foto le voglio fare.

Quasi due anni di vita, e ora arriva il momento di voltare pagina.

E di percorrere nuove Strade.

Che mi sta prendendo?

•10 maggio 2012 • 4 commenti

Mille idee per la testa

Eppure mi trovo a fare sempre le solite cose.
Di possibilità ne ho, anche tante, ma non riesco a lasciarmi andare.
Prima davo la colpa al lavoro, ora che sono riuscito a rallentare i ritmi almeno un po’ do la colpa allo studio, e poi, cosa ci sarà?
In parte è che ne vorrei fare troppe tutte insieme, non riesco a dare una priorità alle cose.

Diciamo che queste sono quelle che ritengo le più importanti:

  • La TESI della specialistica, bestia vile che mi perseguita da ormai troppo tempo e di cui non riesco a liberarmi;
  • RTW, ho scoperto ora che esiste questa possibilità, lo voglio fare finché posso;
  • Uscire, prendere Aria, vedere i posti dove sono di volta in volta;
  • Imparare ad andare un po’ sul surf, visto che sono in uno dei posti che ne è la patria;
  • Sistemare le foto che ho fatto di volta in volta (penso siano circa un migliaio quelle che devo rivedere);
  • Imparare una nuova lingua, non sopporto di non riuscire a comunicare con le persone.

Insomma, di cose da fare ne avrei.
Da dove partire? E soprattutto come fare a non distrarsi, a non pensare ad altro?

Riflessioni su quest’esperienza negli US…

•26 marzo 2012 • 2 commenti

Ovvero dove vola la testa invece di abbandonarsi al sonno

È oramai un po’ di tempo che inizio a tirare delle conclusioni su quello che sono stati questi due anni, da quando ho deciso di venire qui in America con dei ritmi più lunghi.

Non posso negare che questo paese mi abbia offerto tanto, sia come possibilità di viaggiare, sia come crescita sia lavorativa, personale, ed anche economica. Sono arrivato a fare cose che non credevo avrei mai fatto, ho iniziato a pensare più a me stesso e meno al lavoro (paradossalmente) e ho ricominciato ad apprezzare ancora di più tutto quello che ho lasciato indietro.

Tuttavia tutto questo ha avuto un costo, anche molto alto. Tutto quello a cui ho rinunciato vale molto più di quello che sono riuscito a ottenere stando qui. Quando ho preso questa decisione, sinceramente, credevo di essere più forte, più cinico forse. Beh, mi è servito di venire qua per capire che è vero il contrario.

E ora più che mai sono contento della decisione che ho preso, di tornare fisso in Europa, con viaggi saltuari al di qua dell’oceano. Ci perderò qualcosa, dovrò iniziare a pensare ancora più in fretta a quello che voglio fare veramente, dove voglio andare a stare, con chi. Dovrò anche rinunciare a qualcosa, non potrò sicuramente continuare con lo stile di vita che faccio ora. Ma sicuramente quest’ultima cosa è anche quella che mi preoccupa meno.

Ne sono sempre più convinto: si può avere tutte le risorse di questo mondo, ma se non si hanno le persone con cui condividere queste cose e non si ha il tempo per goderne, allora, siamo forse veramente poveri.

Segni Visibili

•10 marzo 2012 • Lascia un commento

Alla fine l’ho fatto.

Mi ci sono voluti sei anni per farlo, da quando ho deciso che me lo sarei fatto. Quattro, da quando ho deciso il soggetto. Mi è servito di venire qui, per decidere di lasciare un segno indelebile su di me, su quanto, nel bene o nel male, mi ha dato questa vita.

Per avere un segno indelebile che mi ricordi che tutto scorre, Passato, Presente e Futuro.

Questo

Segni Invisibili

•8 marzo 2012 • 1 commento

Indubbiamente questa esperienza all’estero, lontano da “Casa” ha lasciato e lascia tuttora segni più o meno visibili su di me, sulla mia personalità, sul mio carattere.
Non posso negare che questo paese mi abbia dato tanto, sia dal punto di vista lavorativo, che materiale, che personale…ma a che prezzo? Alle volte mi sembra troppo alto. Alle volte addirittura insostenibile.
Ogni cosa, nel bene e nel male, lascia delle cicatrici più o meno profonde, facendo più o meno male.

A questo punto mi sono deciso.

Se deve essere lasciato un segno, voglio che questo sia ben visibile, almeno per coloro a cui lo voglio mostrare. Che sia un segno indelebile, che mi ricordi però non solo quanto ho passato qui, ma anche e soprattutto che tutto fa parte di un ciclo, che in tutto non c’è solo un inizio ed una fine, ma una continua trasformazione.

Manca poco oramai. Questa decisione l’ho presa. E non ho intenzione di tornare indietro.

Anche perché sono quattro anni ormai che ci penso!

A Tirare troppo una corda, prima o poi la spezzi

•5 marzo 2012 • 2 commenti

E quando la spezzi poi sono cavoli tuoi!!!

Ecco. Ci siamo arrivati, hanno fatto la richiesta che non dovevano fare.

Mi hanno chiesto di rimandare questo rientro, per me quello più importante forse. Per tutto quello che mi aspetta quando sarò di nuovo in Italia.

Sul momento c’è stata frustrazione. Ma è diventata poi rabbia.NO! Questa volta non ci sto. Ho dato quasi tutto per questo lavoro. Ora mi chiedete di rinunciare anche a questo? Mi chiedete di non assistere alla nascita di mia nipote? La prima e forse l’unica?

BASTA!!!

Avete chiesto troppo. Questa non ve la faccio passare!!! Così ho detto, e così ho fatto

E questa è una promessa che ho intenzione di mantenere a me stesso!

E da ora in poi darò solo quanto strettamente necessario, e non di più…prima vengo io e quelli che mi stanno veramente intorno, e poi, solo dopo, voi. Sono prima di tutto una Persona. In quanto tale merito rispetto.

Non me lo volete dare?

Me lo prendo da solo.

E non azzardatevi più a lamentarvi!

Salve Visitatore sconosciuto…

•2 marzo 2012 • 4 commenti

Questa mattina (o sera, secondo il luogo dove siete ;) ) ho notato una cosa strana.

Uno sconosciuto che si aggira per queste strade, ripercorrendo a ritroso questo ultimo anno di vita…

Chiunque tu sia…

Salve e benvenuto!

Ma, una domanda sorge a questo punto spontanea…

Chi sei? E cosa ti porta da queste parti?

 
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