Ormai ci siamo.
Mi mancherà questa casa. Nonostante tutto.
Non credevo nemmeno che sarei arrivato a chiamarla “casa”, con i suoi scricchiolii, i suoi cumuli di polvere, e i suoi numerosi inquilini di varia natura (e come dimenticare i topi, il procione, e i ragni che avevano deposto le uova nei vestiti “dimenticati” nell’armadio).
E ora che è arrivato il momento di lasciarla, un po’ mi dispiace. E mentre riguardo le vecchie foto, in cerca di questa che è stata chiamata in molti modi, mi sento un po’ un peso sullo stomaco, visto che non riesco a trovare niente.
È strano, ho passato così tanto tempo qui dentro, e non ho ancora fatto una foto dell’esterno.
Non è ancora troppo tardi, comunque, e prima di abbandonare quella che è stata chiamata la “Casa dei Fantasmi”, la “Frat House” o semplicemente quel “Cumulo di legna che si farebbe prima a buttarla giù e ricostruirla che risistemarla” almeno un paio di foto le voglio fare.
Quasi due anni di vita, e ora arriva il momento di voltare pagina.
E di percorrere nuove Strade.






